4 dicembre 2014 – La Mia Presenza scuoterà la terra ed il suolo tremerà

preghiera davanti alla croce

Messaggi da Gesù Cristo

Inserito il: 20 dicembre 2014

Mia amatissima figlia, quando verrà il tempo della Mia Seconda Venuta, si udirà un grande suono simile al rombo del tuono ed i cieli si apriranno come se fosse stato sollevato un grande sipario da palcoscenico. Io apparirò in una grande luce candida, più splendente del sole, e molte persone saranno accecate da questa Grande Luce, che Mi circonderà. Quanto più pure saranno le anime, tanto più chiara sarà la loro capacità visiva ed esse esulteranno quando vedranno il Mio Volto.

La Mia Presenza scuoterà la terra ed il suolo tremerà; in seguito ci sarà una grande quiete e la Mia Voce risuonerà, non appena Io dichiarerò di essere Gesù Cristo. Ci sarà una grande allegrezza da parte di coloro che Io chiamerò: coloro che sono stati benedetti con la Mia Grande Misericordia. Ma, oltre all’amore e alla gioia, ci sarà anche grande dolore e paura. Coloro che non hanno nient’altro che odio per Me, alla Mia vista cadranno sulle loro ginocchia, gemendo dal dolore, dimenandosi dalla rabbia e dalla paura.

In quel Giorno, coloro che apriranno un dialogo con Me, supplicandoMi di accoglierli tra le Mie Misericordiose Braccia, saranno salvati. Io soccorrerò gli umili, i perduti e tutti coloro che saranno troppo deboli per cercarMi. Essi hanno solo bisogno di sussurrare queste parole:“Gesù perdona i miei peccati” ed Io li afferrerò per i piedi trascinandoli nel Mio Glorioso Regno.

Tutti voi che temete il Grande Giorno della Mia Seconda Venuta sappiate che, se voi Mi amate totalmente, quel Giorno vi porterà la gioia più grande; anche se non Mi conoscete, quando quel Giorno Mi vedrete, venite a Me ed aprite le vostre braccia per accoglierMi. Solo coloro che Mi odiano rifiuteranno la Mano della Mia Misericordia. Vi chiedo di avere fiducia in Me perché possa portarvi la pace, poiché non sarebbe mai la Mia Intenzione quella di spaventarvi, in quanto Io Sono un Dio d’Amore senza fine. Per quelli di voi che accetteranno il Mio Grande Dono della Vita Eterna, non c’è proprio nulla da temere ed Io li guiderò lungo questo sentiero fino al Grande Giorno.

Le Mie Parole possono sembrare dure e la Verità può essere molto difficile da accettare, ma a causa della bruttura del peccato, lo stato del mondo è tale che se Io non vi avvisassi di questo Giorno, allora voi non sareste preparati. È a causa di Satana, che la pena del peccato provoca così tanta discordia, afflizione e sofferenza nel mondo, ma presto Io porterò ogni peccato al termine.

Il vostro Gesù

2 Dicembre 2014 – Ogni uomo possiede delle caratteristiche di Mio Padre

cuore acceso

Messaggi da Gesù Cristo

Inserito il: 20 dicembre 2014

Mia amatissima figlia, nonostante i giorni di buio che ci attendono, durante i quali il mondo verrà purificato dal peccato, ed Io verrò respinto come se non fossi più rilevante, Io Sono ugualmente un Dio di Grande Misericordia.

Vi rammento che Io perdono facilmente ed amo ciascuno con tutto il Mio Essere, sebbene molti Mi tormentino con la loro indifferenza e il loro odio. Io accetto il fatto che non Sono più amato, come lo ero una volta e che la fede del Mio popolo si è trasformata in indifferenza, poiché questo è stato predetto. Il Mio Dovere, ora, è quello di sollevare l’uomo dalla schiavitù posta su di lui da Satana, attraverso la tentazione. Fino a quando l’uomo non crederà in Satana – il più grande flagello dinnanzi all’umanità – non accetterà la Mia Bontà, il Mio Amore o la Mia Esistenza.

È difficile per tutti voi che Mi conoscete rimanere in stato di grazia. Pensate però a quanto sono smarrite quelle anime, che non Mi prestano alcuna attenzione; quelle che sanno Chi Io Sono, ma che non Mi danno alcunché del loro tempo; le stesse anime che ricevettero i Sacramenti e la Verità, ma che rinunciano al loro diritto riguardo al Mio Regno. Molte di loro idolatrano falsi dèi e si dedicano, quasi ogni giorno, al raggiungimento di cose, che non provengono da Me. Nessuna di queste persone Mi ama, ma Io amo loro e le amerò sempre, poiché esse sono parte della Mia Carne.

Poi ci sono le anime che con Me sono sleali, che Mi tradiscono e che sono disposte a credere alle nuove rivelazioni, che mettono in discussione la Mia Divinità. Anche loro, hanno permesso al loro amore di scemare, ciò nonostante Io le amo tanto quanto amo coloro che Mi amano con tutto il loro cuore. Non potrò mai rinunciare alla ricerca di un posto nel loro cuore, aspettando il momento in cui potrebbero risponderMi o nel quale potrebbero finalmente accettare la Mia Grande Misericordia.

L’uomo è fatto a Immagine di Dio. Come ogni genitore, Dio vede Se Stesso nei Suoi figli e questo Gli reca grande gioia. Ogni uomo possiede delle caratteristiche di Mio Padre. Vi è del buono in ognuno ed è questa bontà a dimostrarvi che Dio è presente.   Rallegratevi, quando negli altri vedete la gentilezza, l’amore, la pazienza ed i grandi gesti di carità, poiché potete essere certi che la Presenza di Dio è all’opera nelle anime che mostrano queste caratteristiche. Questa bontà, presente nei cuori dei peccatori, sconfiggerà il male. Non dovete mai smettere di sperare poiché Io Sono assai misericordioso e la Mia Compassione è onnicomprensiva. Non potrò mai respingere qualcuno che Mi invoca a gran voce. Desidero soltanto portare loro il Mio Amore, la Mia Pace ed il Mio Glorioso Regno.  

Pregate, Miei cari discepoli, affinché Io possa accendere l’amore nei cuori di coloro che si sono allontanati da Me. Mi batterò fino alla fine e così potrò radunare tutti i figli di Dio, specialmente i Miei nemici, per portare loro la salvezza eterna.

Il vostro Gesù

30 novembre 2014 – La Madre della Salvezza: Agli Angeli di Dio può essere richiesto di pregare per voi, ma mai per concedervi poteri

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Messaggi da Gesù Cristo

Inserito il: 20 dicembre 2014

Miei cari figli, non dovete mai innalzare le preghiere agli angeli di Dio, perché essi sono i Suoi servitori e si adoperano solo per dare Gloria a Dio e fare la Sua Santissima Volontà. La preghiera è un atto di adorazione, per cui, quando voi invocate gli angeli di Dio, presenti al di dentro della Sua Gerarchia Celeste, dev’essere sempre con l’intenzione di chiedere a loro di pregare per voi. Se cercate di comunicare con la Gerarchia Celeste degli Angeli, dev’essere solo per chiedere la loro assistenza e guida, affinché possiate fare la Santissima Volontà di Dio.

Coloro tra voi, che pensano di ricevere dei poteri dagli Angeli di Dio, sono in errore. Il potere dato agli angeli può venire solo da Dio, quindi non ci si deve mai servire di loro come dei sostituti da pregare al posto Suo. Oggigiorno, moltissime anime cercano di comunicare con gli angeli per motivi egoistici e per ottenere dei poteri che non hanno nulla a che vedere con Dio. L’ossessione per gli angeli può condurre ad un terribile malcontento poiché può attirare lo spirito del male, se non si sta attenti.

Tutte le volte che invocate gli angeli di Dio per aiutarvi, occorre sempre benedire voi stessi prima con dell’Acqua Santa e poi richiedere la loro assistenza, nel nome di Gesù Cristo. Se non lo si fa, ma invece si utilizza un qualsiasi oggetto, non associato al Cristianesimo, quando si chiamano gli angeli per ricevere il loro aiuto, questo potrebbe attrarre lo spirito del male nella vostra vita. Una volta che questo accade, é quasi impossibile sradicarlo.

La fissazione di comunicare con gli angeli può portare a dilettarsi con l’occulto. Se questo dovesse accadere, voi attirereste unicamente quegli angeli che furono scacciati dal Cielo dal Mio Celeste Padre. Ora essi, vagano per la terra, a centinaia di migliaia, in cerca di una casa. Le anime che si espongono alla loro influenza possono rapidamente impigliarsi in un mondo spirituale che non viene da Dio. Dal momento in cui voi accoglierete gli inferi, non avrete più pace. Questi angeli caduti vi sedurranno intrappolandovi in una rete d’inganni. Inizialmente voi avvertirete un senso di speranza, in seguito avrete la convinzione di poter controllare tutti gli aspetti della vostra vita con l’aiuto di tali angeli. Alla fine, erroneamente, penserete di avere il pieno controllo del vostro destino. Ogni falsa nozione di pace riempirà la vostra mente ma, subito dopo, voi sentirete una terribile miseria.

Dilettarsi con tali spiriti, che voi ritenete essere angeli di Dio, ma che in realtà non fanno parte del Suo Regno, vi condurrà ad impegnarvi con l’occulto, che vi renderà ciechi alla Verità e distruggerà la vostra anima.

Dio non concede ai Suoi Angeli il permesso di darvi dei doni, poiché questi possono venire solo da Lui. Agli Angeli di Dio può essere richiesto di pregare per voi, ma mai per concedervi dei beni terreni o dei poteri spirituali. Ogni qual volta idolatrate gli angeli per cercare queste cose, voi siete colpevoli di violare il Primo Comandamento di Dio.

La vostra amata Madre

Madre della Salvezza

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38 Sabato, 20 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 20 dicembre

Santo(i) del giorno : B. Vincenzo Romano, sacerdote (1751-1831),  B. Michal (Michele) Piaszczynski, sac. e martire (1885-1940)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : San Bernardo
“Eccomi, sono la serva del Signore”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,26-38.
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l’angelo partì da lei.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,5-25 Venerdì, 19 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 19 dicembre

Santo(i) del giorno : S. Berardo di Teramo, vescovo († 1122),  S. Anastasio I, Papa (40°) dal 399 al 401
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : Sant’Agostino
Il silenzio di Zaccaria

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,5-25.
Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta.
Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.
Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe,
secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso.
Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso.
Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.
Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.
Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,
poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre
e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.
Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni».
L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio.
Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.
Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.
Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:
«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,18-24 Giovedì, 18 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 18 dicembre

Santo(i) del giorno : B. Nemesia (Giulia) Valle, suora della carità (1847-1916),  S. Malachia, profeta A.T. (519-425 a.C.)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : San Bernardo
“Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,18-24.
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
“Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa “Dio con noi”.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,

29 novembre 2014 – Coloro che hanno ceduto il loro diritto di nascita alla bestia, non potranno mai venire dinnanzi a Me

Ci conosce

Messaggi da Gesù Cristo

Inserito il: 17 dicembre 2014

Mia amatissima figlia, è attraverso i deboli, gli indifesi, i dimenticati e gli umili che Io manifesto la Mia Divinità. La Mia Potenza si diffonde attraverso tali anime intimamente partecipi alla Mia Santa Volontà, ed è attraverso di loro, che Io posso portare a termine il Mio Piano per la salvezza dell’umanità.

Nel momento in cui, coloro che sono stati chiamati da Me per proclamare la Mia Santa Parola, vengono sviati dalle opere Sante a causa del peccato di orgoglio, cercano di spiegare la Mia Parola basandosi su un eccessivo rispetto per il proprio intelletto umano. Essi dimenticano che per seguire Me, così come è già stato stabilito, è la Mia Santa Parola a dover essere ascoltata e non il suono della loro voce. A causa del peccato della lussuria costoro metteranno da parte la Mia Parola, cercando di ecclissarMi nel loro ambizioso desiderio di raggiungere la propria glorificazione. Sarà invece attraverso il peccato d’accidia, causato dalla pigrizia, che costoro saranno colpevoli del tradimento finale, quando mancheranno di lealtà verso di Me, per la mancanza di fede e di coraggio.

Così sarà, nel momento ultimo che porta alla Mia Seconda Venuta, quando coloro i quali credono di essere i più degni, i più qualificati, ma che in realtà sono pieni d’orgoglio, si troveranno ad affrontare un amaro rimprovero e cadranno giù. I deboli, gli umili e i senza pretese che vengono considerati persone di poco conto, dai seguaci nella Mia Chiesa, ma che invece si aggrappano alla Verità, saranno avvolti da Me, nel Grande Giorno. Io li chiamerò e li inviterò presso di Me, poiché li radunerò nel Mio Regno ed essi piangeranno lacrime di gioia.

Quindi, raccoglierò tutti coloro che non Mi conoscono, ma che saranno risvegliati dalla Mia Luce – anime buone e dal cuore d’oro – ed Io dirò loro: “Venite qui nel Mio Rifugio”. Poi sarà la volta dei peccatori che hanno commesso delle terribili atrocità, ma che hanno pregato per ottenere la Mia Misericordia; essi saranno chiamati ed Io dirò loro: “Venite, vi perdono per la ragione che voi avete ricercato la riconciliazione”.

Poi, sarà il turno di coloro che Mi hanno tradito, i quali un tempo Mi conoscevano, ma in seguito Mi hanno voltato le spalle; essi verranno ma, non saranno in grado di guardarMi negli Occhi, né cercheranno la Mia Misericordia ed Io dirò loro: “Allontanatevi da Me, non siete degni di entrare nel Mio Regno”.

Infine, sarà il momento di coloro che hanno ceduto il loro diritto di nascita alla bestia; essi non potranno mai venire dinnanzi a Me, poiché saranno gettati nella fornace insieme a tutti quelli che Mi hanno fatto perdere le anime di quanti appartenevano alla Mia Chiesa sulla terra, ma che purtroppo li hanno seguiti ciecamente nel buio della notte.

Allora sarà tutto finito ed, in una frazione di secondo, sarà un nuovo inizio: un nuovo mondo sulla terra com’era stato stabilito che dovesse essere, un mondo senza fine !

Il vostro Gesù

Come si confessano i peccati mortali

peccati mortali

Come si confessano i peccati mortali

L’ACCUSA DEI PECCATI MORTALI PER SPECIE, NUMERO E CIRCOSTANZE

SECONDO PRECETTO GENERALE DELLA CHIESA

TERZA PARTE

Il quarto requisito per una buona confessione è l’accusa sincera dei peccati commessi di cui si ha memoria. Come la santa Madre Chiesa ha autorevolmente (e dogmaticamente) insegnato, sono oggetto obbligatorio e necessario tutti e ciascuno i singoli peccati commessi da quando si ha l’uso della ragione in poi, i quali vanno confessati bene, ovvero non genericamente, ma per specie, numero e circostanze. L’inosservanza volontaria di tale indicazione, come già visto per ciò che concerne il sincero pentimento, non solo rende la confessione invalida, ma la trasforma in sacrilega. Cerchiamo di focalizzare bene i dettagli di questo importantissimo ulteriore elemento costitutivo della “quasi materia del sacramento”.

Bisogna quindi anzitutto distinguere tra oggetto obbligatorio e necessario della confessione e oggetto consigliato eraccomandato di essa. È strettamente obbligatorio confessare i peccati mortali, ovvero quelli aventi una materia grave(in sé o per le “proporzioni” della trasgressione) e che siano stati commessi con piena avvertenza (rendendosi conto di ciò che si stava facendo) e deliberato consenso (non sotto la spinta di violenza o altra gravissima causa). Tanto per fare qualche esempio di comuni peccati che sono sempre mortali per la gravità della materia in se stessa, possiamo citare i sacrilegi, le irriverenze, le bestemmie, il falso giuramento, l’omessa santificazione del giorno festivo, l’uso di droga, le percosse, l’impurità in tutti i suoi generi e specie, l’inverecondia e l’immodestia. Ci sono invece alcuni peccati che diventano mortali quando la materia da “lieve” diventa “grave”. Per esempio il furto, che è peccato veniale quando cade su oggetti di scarso valore, mentre è peccato mortale quando l’entità della cosa rubata o ingiustamente trattenuta è considerevole; le mancanze nei confronti dei genitori, che diventano gravi quando sono ingiurie o quando sono disubbidienze in cose di grande entità; le volgarità e le parolacce, che diventano gravi quando sono a sfondo sessuale o quando sono dette con odio per ferire e colpire il prossimo. Questi peccati vanno confessati non in maniera generica, ma per specie: non basta dire “ho peccato contro il secondo comandamento”, perché un conto è la bestemmia, un conto il falso giuramento, un conto la nomina inutile del nome di Dio, della Madonna o dei santi; non basta dire “ho commesso atti impuri”, perché altra cosa è l’adulterio rispetto ai rapporti prematrimoniali, o al peccato impuro solitario; etc. Va inoltre specificato il numero, perché tanti sono i peccati mortali quante sono le volte che si sono commessi e ciò determina un profondo aggravamento sia della situazione della coscienza sia delle pene dovute per il peccato (che faranno fare il Purgatorio nonostante l’assoluzione). Quando non si ricorda il numero preciso, bisogna dare al confessore “l’ordine di grandezza”, avvicinandosi il più possibile alla verità. Se un penitente sa di aver colpevolmente “mandato in vacanza il Padre eterno” durante il periodo estivo, non sarà per lui sufficiente dire “ho mancato alla santa Messa”, ma dovrà appunto specificare “per tutto il periodo estivo”. Se si confessa un bestemmiatore abituato, dovrà far chiaramente capire che non è che gli scappata una bestemmia in un momento di collera, ma che più volte ha offeso il nome di Dio, etc. Infine vanno specificate le circostanze quando queste mutano la natura del peccato oppure ne aggravano o diminuiscono la gravità. Se si è bestemmiato dinanzi a un figlio piccolo, bisogna specificarlo, perché questa aggravante (il vero e proprio scandalo dato a un piccolo dal proprio genitore) è quasi più grave del peccato commesso; così come se si è mancati alla santa Messa, avendo dei figli piccoli che devono avere nei genitori un modello e uno sprone per imparare l’osservanza della legge di Dio. Se si è commessa qualche impurità, bisogna specificare se il complice, per esempio, fosse sposato in Chiesa (anche se divorziato), perché l’atto si trasforma immediatamente in adulterio che è molto più grave della fornicazione semplice, etc. Similmente se si è mancati alla santa Messa non per negligenza ma per improvvisi problemi che hanno reso molto difficile la partecipazione (se non addirittura moralmente impossibile: la malattia personale, un incidente stradale, il ricovero improvviso di una persona cara), bisogna specificarlo; così come se fosse scappata una bestemmia in preda all’ira da parte di chi non ha questa abitudine e si è ritrovato con un’espressione blasfema uscitagli dalla bocca senza nemmeno capire come è successo; oppure i peccati che sono stati commessi per ignoranza anche se colpevole (cosa che avviene quando si trasgredisce gravemente la legge di Dio, senza sapere o avere la piena consapevolezza della gravità del peccato, per difetto di formazione della coscienza, etc.).

I peccati mortali vanno confessati tutti, anche quelli molto lontani nel tempo, di cui non si abbia la certezza di averli già portati dinanzi al tribunale della divina misericordia. La confessione, infatti, copre solo i peccati non confessati per dimenticanza, ma comporta sempre in sé l’obbligo che, qualora affiorino nella memoria peccati anche molto antichi che si è certi o quasi di non aver mai confessato, essi vengano umilmente confessati alla prima confessione utile. Sembra assai probabile l’opinione di chi ritiene, in caso di peccati molto antichi, che nonostante l’obbligo di confessarli alla prima occasione utile, il fedele possa accostarsi alla comunione sacramentale, diversamente da ciò che accade qualora, nel presente, si commetta un peccato mortale, nel qual caso non bisogna per nessun motivo accostarsi all’eucaristia senza premettere la confessione sacramentale.

Gli altri peccati (quelli veniali) e le imperfezioni morali non costituiscono oggetto obbligatorio di confessione, ma la Chiesa ne “raccomanda caldamente” la loro confessione, dato che una coscienza che li sottovaluti si espone grandemente al pericolo di cadere in mancanze gravi e comunque, nel caso di peccati in senso stretto (piccole maldicenze, atti di superbia, bugie, volgarità non eccessive, scatti di collera, etc.), si offende comunque Dio e si “aumenta” il tempo di purgazione che sarà necessario affrontare in Purgatorio prima di accedere alla visione beatifica. Un’anima poi che voglia santificarsi non può in nessun caso e per nessun motivo prendere alla leggera venialità e imperfezioni, altrimenti cadrà inevitabilmente nelle sciagurate sabbie mobili della mediocrità e della tiepidezza, perderà un numero considerevole di grazie divine, farà molto meno bene (o lo farà molto peggio) di quello che dovrebbe o potrebbe.

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Postato 10th September da Don Leonardo Maria Pompei

Era un massone che decise di uscirne fuori,rilascia questa intervista SHOCK alla tv la quale divulga cosa è la massoneria e viene assassinato.L’intervista

Quanto segue è una storia vera. Se il lettore ha una buona conoscenza della lingua inglese, potrà ascoltare direttamente la testimonianza cliccando qui ( e qui per la seconda parte). Per tutti gli altri, riassumo quanto emerge dai video.

Massone dal 1991, Juhani Julin decide di uscire dalla massoneria dopo ben 16 anni di appartenenza. Una volta uscito, racconta la sua storia in un’intervista.

Massone finlandese

Nella Massoneria vi sono 33 gradi, fondati sui cosiddetti “segreti massonici”. In questo modo ogni massone conosce solo i segreti del proprio grado e dei gradi inferiori. Per questo motivo il massone non comprende molto all’inizio ma scopre pian piano le dottrine segrete, avanzando di grado. Fu proprio la sua curiosità di scoprire questi “segreti” che lo spinse ad accettare la proposta del suo caro amico, e così, nel 1991, viene iniziato.

Schermata 2014-04-08 alle 19.29.11

“Ad ogni grado fai un giuramento, e tu fai questi giuramenti senza sapere su cosa stai giurando.”
L’ex-massone si lamenta dell’ambiguità del G.A.D.U. (Grande Architetto Dell’Universo, il Dio di cui si parla nei rituali massonici). Moltissimi massoni sono infatti tratti in inganno dalla Bibbia presente in Loggia e dalle continue rassicurazioni dei fratelli circa la genuinità e l’eticità della Massoneria.
“La Massoneria volutamente trae in inganno i membri dei bassi gradi e le persone esterne all’organizzazione”.
Julin afferma che essa mescola verità e menzogne allo scopo di confondere ed apparire innocua. Proprio per questo motivo invita gli ascoltatori ad informarsi su cosa sia realmente la Massoneria e suggerisce la lettura di un libro (che lui definisce affidabile): “Dottrine segrete massoniche” di Gerber Weldon.

Schermata 2014-04-08 alle 19.48.02 A questo punto l’intervistatore gli chiede a che grado una persona diviene consapevole della vera autorità spirituale. Lui risponde   che si comprende tutto al 33° ed ultimo grado, quando viene rivelato che il vero Dio dei massoni è Lucifero. Schermata 2014-04-08 alle 20.01.48

“Ho imparato più cose sulla Massoneria dopo esserne uscito che durante la mia carriera massonica.” È grazie al figlio e sua moglie che Julin si è avvicinato a Gesù Cristo. Da quel momento in poi si è impegnato a salvare più massoni possibili, cercando di far comprendere loro chi adorano realmente nei templi massonici. Schermata 2014-04-08 alle 20.14.54Purtroppo molti massoni credono erroneamente di servire il Dio cattolico, e questo anche per via della presenza di preti e vescovi in Loggia (ad un certo punto afferma che la metà dei Vescovi svedesi sono massoni). La Massoneria si è infatti infiltrata all’interno della Chiesa, e i vari cattolici iscritti ad obbedienze massoniche vengono usati a sostegno di questa bugia. Schermata 2014-04-08 alle 20.52.44Poi Julin invita gli ascoltatori a non entrare in Massoneria, ma ad informarsi; infine prega per tutti gli 8.000 massoni finlandesi, chiedendo allo Spirito Santo di guidarli fuori dalla massoneria, e prega affinchè la Chiesa finlandese venga ripulita dagli adoratori di Satana.
Schermata 2014-04-08 alle 21.00.38

Juhani Julin muore in un misterioso incidente in bicicletta 17 giorni dopo aver rilasciato questa intervista …guarda caso….(fonte: TV7.fi ).

A cura di Losai.eu

Redatto da: informarexresistere

Sul sesto comandamento, sulle impurità e sulla sodomia

http://radiospada.org/2013/08/sul-sesto-comandamento-sulle-impurita-e-sulla-sodomia/

sodom

Il sesto comandamento “non commettere atti impuri” o “non fornicare” (Catechismo Maggiore, San Pio X, III, Dei com. e di Dio) ci proibisce ogni impurità, per cui ci vieta le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, gli spettacoli, le trasmissioni tv, i siti internet, ecc … immorali; ci vieta anche l’infedeltà nel matrimonio.  Mentre il quinto comandamento, “non uccidere”, mira a conservare l’individuo nella sua integrità fisica, il sesto comandamento, “non commettere atti impuri”, mira all’integrità del buon costume, della moralità e punta alla conservazione della specie umana.

É un gran peccato l’impurità? “È un peccato gravissimo ed abominevole innanzi a Dio ed agli uomini; avvilisce l’uomo alla condizione dei bruti, lo trascina a molti altri peccati e vizi, e provoca i più terribili castighi in questa vita e nell’altra.” (ibid.)

Non vorrei scrivere del “sesto comandamento” poiché affronta una serie di argomenti così diabolici e sporchi – il Maccono li definisce “di pece” - che si corre il rischio di “imbrattarsi” nell’atto stesso del trattarli, anche se lo si fa per allontanarli da sé e dal prossimo; al fine di conoscere il necessario (che deve sapersi dal buon cattolico) per evitare i mali che possono derivare da uno stato di ignoranza colpevole, ed affinché non ci macchiamo, sia io che voi, nel mentre che ne parleremo è conveniente pregare Dio perché ci aiuti a rimanere saldi; ricordiamo anche le seguenti avvertenze:

I.             Il peccato non lo si ha (non si manifesta) nel conoscere il male, ma nel volerlo, nel desiderarlo o nel compiacersene; ovverosia il peccato non lo ritroviamo propriamente nell’intelletto, ma nella volontà (adesione all’errore). Dio, per esempio, conosce tutto e non pecca, difatti è santissimo e Dio deplora il peccato;

II.           Il godere di conoscere una cosa cattiva non è peccato, invece è peccato “beneficiare” della cosa cattiva. Quindi non è peccato il conoscere certi misteri della vita, e neppure è peccato il godere nel saperli, ma sarebbe peccato il godere di certe cose di cui ora parleremo;

III.          Non è peccato il sentire tentazioni, sensazioni cattive, avere in mente brutte immaginazioni. Queste sono le normali forme di opera del maligno su di noi che si manifestano nella tentazione, mentre quanto costa alle brutte e persistenti immaginazioni, sarebbe preferibile parlare di manifestazioni straordinarie del maligno sotto forma di ossessioni. E’ peccato, però, acconsentirvi, compiacersene, goderne. Il peccato non consiste quindi nel sentire, ma nell’acconsentire; è sempre la libera accettazione dell’errore che ci fa peccare.

OBIEZIONE — Si potrebbe obiettare dicendo che se non è peccato il sapere, allora posso interrogare qualunque persona, leggere qualunque libro, vedere qualunque figura, visitare qualsiasi sito internet o visionare anche film pornografici.

RISPOSTA“O tu hai bisogno di sapere, di vedere tali cose, oppure no”spiega categoricamente il Maccono:

1° Se non hai bisogno di sapere un qualcosa, non puoi (è vietato), perché la conoscenza di certe cose porta facilmente a godere non solo della conoscenza, ma della cosa stessa, quindi il voler conoscere certe cose, senza necessità, è un esporsi al pericolo prossimo di peccare, il che non è lecito, anzi è già peccato;

2° Se il bisogno di sapere un qualcosa è necessario e non artificioso, allora potrai interrogare questa o quell’altra persona seria, prudente, timorata di Dio; leggere questo o quell’altro libro; ma con tutto riguardo per non peccare, come chi è costretto a maneggiare veleni, lo fa con riguardo per non averne danno;

3° Quindi, posto il bisogno vero, e non una morbosa curiosità, sii prudente nel scegliere chi devi interrogare e, nelle stesse interrogazioni, sii prudente nel consigliarti, per esempio nella scelta dei libri e nella lettura. Poi pensa che Dio ti vede, e non oltrepassare il limite del pudore naturale che Dio pose in noi, quasi come una invisibile barriera al male a cui ci spingono le passioni. Rispetta sempre te stesso, abbi orrore e sdegno di ogni bruttura e abominio, e non lasciarti mai andare a cose di cui debba poi vergognarti. — Da ultimo prega sempre Dio che ti tenga la sua Santa Mano sul capo e non ti lasci cadere.

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Quando si studiano certe cose per bisogno, così come stiamo facendo adesso, e si adoperano le debite precauzioni, Dio volge la Sua Santa Mano in maniera particolare inviando la Sua Grazia affinché l’uomo non pecchi; se invece si cerca di sapere per vana curiosità, Dio abbandona l’uomo a se stesso, e l’uomo, abbandonato a sé, cade nel fango.

Dio ha posto nell’uomo delle forze e tendenze ordinate, alcune alla conservazione dell’individuo, altre alla conservazione della specie; stiamo parlando della percezione e della coscienza che ogni uomo ha della legge naturale; sono ordinati alla conservazione di se stessi, per esempio, gli stimoli del mangiare e bere, del ripararsi dal caldo o dal freddo, ecc… ; tutti questi stimoli è lecito e anche doveroso soddisfare ma sempre regolandoli secondo la ragione e la fede; chi trasmoda, come per esempio l’ubriacone, l’ingordo, ecc…, pecca contro la virtù della temperanza.

Vi sono in noi altre tendenze, ordinate alla conservazione della specie, alle quali non è lecito soddisfare, per volere di Dio, se non secondo l’ordine e il fine da Lui stabilito, che è, per esempio, il matrimonio debitamente contratto. Chi le asseconda in altri modi, pecca contro la virtù della castità. Quindi, se con cattiva compiacenza si fanno, si dicono, si guardano, si leggono cose impure o si seguono artisti e attori con canzoni, opere e dialoghi licenziosi, o si veste in modo indecente, si pecca contro questo comandamento.

Queste brevi nozioni sono essenziali da sapere per gli adulti, mentre per i bambini basta insegnare che il sesto comandamento proibisce:

…le azioni fatte da solo o in compagnia di altri. Se fatte con parenti o persone religiose o legate dal voto di castità, o coniugate, hanno speciale malizia, che va manifestata in confessione;

…le parole, dette o ascoltate con cattiva compiacenza e ogni discorso licenzioso. Sentendo un qualcuno dire parole che non vanno bene, che urtano, correggetelo; se è più grande di voi, e avvisato farebbe peggio, allontanatevi; se non potete, astenetevi non solo dal prender parte o sorridere ma, con un contegno composto e serio, dimostrate la vostra disapprovazione.

San Bernardino da Siena a un suo compagno, che incominciò un discorso licenzioso, appioppò un sonoro schiaffo dicendo: “A un sì libero parlare conviene un sì libero agire”.

San Luigi Gonzaga a un vecchio, che divertiva la brigata con discorsi liberi, disse: “Non si vergogna lei, alla sua età, di parlare in tal modo?” … e lo costrinse a tacere.

Ecco un bel proverbio italiano oggi dimenticato: “Chi vuol salvo l’onore, sdegno in fronte e fuoco in cuore”;

…gli sguardi immodesti, non necessari, e tanto più se su di altri;

…i libri, cioè, è proibita la lettura di libri, giornali, periodici, programmi TV, reality show, siti internet, ecc. che contengono cose immorali e la cui lettura o visione eccita le più ignobili passioni dell’uomo, trascinandolo al male. Quanti giovani hanno perduto prima l’innocenza e poi la fede per una lettura immorale, per un videogioco violento, per un reality pornografico? Quante fanciulle si sono rovinate per sempre addirittura per la lettura di un romanzo erotico?

…le immagini o statue oscene. Attenti quindi non solo alle TV, a internet, a certi sconci di réclame, ma anche nel visitare gallerie o musei d’arte, e certe esposizioni moderne, così brutte ed oscene; già la sola bruttezza (nudi artistici, immagini blasfeme, elogi alla violenza, ecc…) spacciata per arte potrebbe essere una oscenità, ma v’è di più ed è la pornografia oggi definita “artistica”. Chi poi per ragione di studi deve consultare certi libri, studiare certe opere, ecc., ritenga quanto abbiamo detto più sopra, ovverosia lo si faccia con garbo e senza mai lasciarsi coinvolgere, senza desiderare di peccare;

gli spettacoli immorali, cioè, i teatri, i cinema, i concerti e ogni altro ritrovo in cui le rappresentazioni o la musica, o tutt’ insieme queste cose, concorrono a risvegliare nel cuore i più bassi istinti delle più volgari passioni che poi, alla lunga, ci rendono pari agli animali.

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GRAVITA’ DEI PECCATI IMPURI

Sono gravissimi  i peccati contro la castità e sono quasi sempre mortali.

L’impudicizia non si deve neppure nominare tra voi, come si conviene a santi; né oscenità, né sciocchi discorsi o buffonerie, che sono cose indecenti” (Ef., 5,3); “Nessun disonesto avrà parte dell’eredità del regno di Cristo e di Dio (Ef., 5,5); Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio (1Cor. 6,9-19)

Secondo la Legge Divina, quindi non alterabile neanche dalla Chiesa stessa, l’impurità è un disordine, come ogni altro peccato, perché è contro la legge di Dio, e fa sì che l’uomo assoggetti l’anima al corpo, alla carne; ma disordine terribile, perché con facilità induce ad altri peccati e genera gravi scandali (come abbiamo appreso dal precedente studio lo scandalo grave è un peccato peggiore dell’omicidio [1]).

L’impurità produce un cumulo di rovine:

а) rovina del corpo, che infiacchisce e uccide: quante vite miete questo vizio infame! Quanto è vero il proverbio italiano che chi vive carnalmente, non può vivere lungamente, senza mai dimenticarci anche dei castighi che Dio invia direttamente o che ne acconsente il verificarsi a scopo propedeutico o propriamente per punire;

b) rovina della mente, che ottunde, specialmente per il senso morale;

c) rovina del cuore, che indurisce;

d) rovina della fede, che estingue. Quanti non credono, non perché abbiano scoperto contraddizione tra la scienza e la fede, ma perché sono accecati da questa obbrobriosa passione. Francesco Coppée, membro dell’istituto di Francia, nella sua gentil opera Saper soffrire, dove racconta le vicende della sua conversione, confessa candidamente che la prima causa della sua incredulità furono i peccati contro la bella virtù. “Fui educato cristianamente, egli scrive, e dopo la mia prima Comunione compii per parecchi anni, e col più ingenuo fervore. Quello che me ne staccò, furono lo dico schietto, la crisi dell’adolescenza e la vergogna di dovermi confessare di certe cose”“Molti uomini converranno, se pur sono sinceri, che la regola severa imposta dalla religione ai sensi, fu quella che principiò ad allontanarli da essa; più tardi, solo più tardi, andarono a cercare nella ragione e nella scienza argomenti metafisici, che dispensassero da questa regola. Per me almeno le cose andarono cosi. Fatto il primo passo falso, e continuando per lo stesso cammino, non mancai di leggere libri, udire discorsi e osservare esempi, che sembravano destinati espressamente a convincermi che per l’uomo nulla è più legittimo che l’obbedire agli impulsi del proprio orgoglio e della propria sensualità. M’invase allora l’indifferenza d’ogni preoccupazione religiosa”.

e) rovina dell’anima, che rende schiava della passione e manda all’inferno (per maggiori nozioni sull’inferno leggere la nota 2);

f) rovina dell’onore, che fa perdere;

g) rovina spesso delle famiglie, che getta nel disonore e nella miseria;

h) rovina della vita e della natura, che fa accendere “ … a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento … E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa …” (Rm. 1, 26-32);

g) Castighi. Oltre le rovine sopraccennate ricordiamo che la Scrittura ci dice come Dio mandò il diluvio universale per questo peccato (noi sappiamo che il diluvio fu un reale accadimento, un vero castigo, non una metafora o una casualità come insegnano gli scandalosi modernisti); così mandò il fuoco sopra Sodoma e Gomorra (idem come prima); e così molte altre pubbliche e private calamità… E ricordiamo che castigo dell’impurità è pure la disperazione e l’impenitenza finale che conduce inesorabilmente all’eterna dannazione. Badate di non errare: né i fornicatori… né gli effeminati avranno la eredità del regno di Dio (1Cor. 6, 9-10).

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Secondo la Fede Cattolica e quindi anche secondo la tomistica, per esempio, il peggior peccato di impudicizia è il sesso impuro contro natura o sodomia.

MAXIMUM PECCATUM INTER SPECIES LUXURIAE, ovvero il peccato più grande – grave – tra le specie della lussuria, dove per lussuria, si intende uno dei sette vizi capitali consistente nella brama disordinata del piacere sessuale. Il gravissimo peccato che ne consegue, ostativo per l’accesso al Regno dei cieli, contrasta con il finalismo della natura che, come previsto da Dio, subordina il piacere derivante da atti sessuali solo ed esclusivamente alla legge dell’amore fecondo, lecito unicamente nel contesto della sfera coniugale. (Dizionario del Cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis, 1992)

Molte immoralità e comportamenti disordinati che provocano anche la collera e i castighi di Dio vengono insinuati già da giovanissimi nella mente dei bimbi, spesso per colpa degli adulti iniqui, da qui la necessità di educare fin da subito i giovani di oggi che diventeranno gli uomini di domani.

Vi è difficoltà speciale nel parlare di questo comandamento e del nono ai piccoli, perché bisogna essere riguardosi per non insegnare il male e non scandalizzarli, quindi qualche catechista tralascia addirittura di parlarne (per catechista intendiamo il vero catechista cattolico, non l’odierno educatore sempre più spesso indecentemente impreparato se non addirittura complice del re della menzogna); il che non è bene, perché il fanciullo ne sente parlare per le vie, per le piazze, e forse anche in casa, e vede atti e figure che turbano il suo cuore. Inoltre la natura stessa depravata (dal peccato originale) lo porta ad atti che intravede non essere buoni, ma di cui non comprende ancora la gravità. Poi, disgraziatamente, ne prende l’abitudine e vi si abbandona con rovina dell’anima e del corpo stesso, e con molta difficoltà ad emendarsi. Parliamogli in senso buono e santo, per premunirlo contro il male, di ciò che sente parlare in modo spudorato e peccaminoso nel mondo. E quando dovrete fare una di codeste lezioni, non solo farete una preparazione prossima più accurata, ma studierete i termini e le frasi da usarsi, e farete cosa ottima a scriverveli, e pregherete il vostro Angelo Custode affinché vi aiuti e non permetta che vi sfugga alcuna parola che possa offuscare il candore delle anime durante la lezione.

Potrete introdurvi così - Dio è nostro Creatore e Padre, e noi dobbiamo fare ciò che Egli comanda. Ora Egli vuole che noi andiamo vestiti. Le vesti servono a ripararci dal freddo e dal caldo, ma certe parti del corpo come le mani, la faccia, le teniamo scoperte. Certe altre parti invece Dio vuole che si tengano coperte e non si guardino e non si tocchino senza necessità. Il fanciullo che si regola in questo modo, si dice che è modesto e puro, e piace a Dio; chi invece non obbedisse a Dio in questo, e si mostrasse scoperto e si lasciasse vedere o toccare da altri, mancherebbe contro questo comandamento e farebbe peccato. Fa pure peccato chi guarda altre persone scoperte o le tocca; chi guarda volontariamente libri, riviste, programmi TV o siti internet indecenti, ecc.; chi ascolta volontariamente o fa discorsi brutti; chi legge cose cattive, le legge o le pensa o le desidera… Ben inteso, parlerete sempre con serietà e santità di linguaggio.

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BELLEZZA ED ECCELLENZA DELLA CASTITÀ

Agli allievi ed alle allieve, più che della bruttezza del vizio, conviene parlare della bellezza della virtù, la quale è tanto bella che viene chiamata la virtù bella per eccellenza; ed è in realtà tanto bella che il solo parlarne invoglia gli animi buoni a conservarla, o se perduta, a ricuperarla.

La castità è quella virtù morale che inclina l’uomo ad astenersi dai piaceri illeciti della carne:

E’ obbligatoria. “La volontà di Dio è che voi siate santi… che sappia ciascuno di voi custodire il proprio corpo in santità e onestà, non nelle passioni della concupiscenza” (Tess. 4, 3);

Ci santifica, perché chi è veramente, piamente, costantemente puro nei pensieri, negli affetti, nelle parole e negli atti, in breve acquista tutte le altre virtù. “Ella è come la madre delle virtù”, dice Sant’Ambrogio. Al contrario senza lei, tutte le altre virtù non piacciono a Dio e facilmente si perdono.“Senza la castità ogni altra virtù vien meno”, afferma San Girolamo;

Ci angelizza. L’uomo casto differisce dall’angelo per la felicità, non per la virtù, e la castità dell’uno è naturale, nell’altro frutto di vittoria;

Ci fa veder Dio. “Beati quelli che hanno il cuor puro, perché questi vedranno Dio” (Mt. 5, 8) – in terra per la fede, senza le tante difficoltà che altri hanno ad ammettere i misteri; – in cielo per la visione beatifica;

Ci fa amici di Dio. “Chi ama la mondezza del cuore, per la grazia del suo parlare, avrà per amico il Re del cielo” (Prov. 22, 11).

Ci avvicina a Dio. “La purezza fa che uno si avvicina a Dio” (Sap. 6, 20).

Il sesto comandamento ci ordina di essere “santi nel corpo”, portando il massimo rispetto alla propria e all’altrui persona, come opere di Dio e tempi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.

…santi nel corpo, ecc. Il nostro corpo è opera di Dio, è il suo capolavoro. Ora, non si trattano con rispetto i capolavori dei grandi uomini? — Non si maledice, non si castiga chi li guasta, li deturpa? E Dio non castigherà chi profana l’opera sua in sè stesso o nel corpo altrui?

Noi per il Battesimo siamo stati santificati, siamo diventati membri di Gesù Cristo e templi dello Spirito Santo. Ecco quel che dice San Paolo: “Non sapete voi che i vostri corpi sono membra di Gesù Cristo?… e che non siete di voi stessi?… Glorificate e portate Dio nel vostro corpo” (1Cor. 6, 15). “Non sapete che le membra vostre son tempio dello Spirito Santo?” (1Cor. 5, 19). “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi?” — E conclude: “Se alcuno violerà il tempio di Dio, Iddio lo sperderà. Imperocché santo è il tempio di Dio che siete voi” (1Cor. 3). — E ancora: “Badate di non errare; né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né quei che peccano contro natura, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né i maledici, né i rapaci avranno l’eredità del regno di Dio” (1Cor. 6,9-10).

Avvertimento. Sentirete nel mondo dire spudoratamente da qualcuno di coloro che non serve umana legge, ma va Seguendo come bestie l’appetito (Pg. 16, 82) che non si può essere casti, che i peccati contro la castità non sono gravi, ma piccole debolezze. Non gli date retta e fuggite via da lui, da questo scandaloso, specie se è un “prete” o un catechista o un professore.

1° Se non sono peccati gravi, perché San Paolo, dopo aver numerato varie forme del peccato mortale, dice: Chi fa tali cose non conseguirà il regno di Dio? (Gal. 5,16-21). Se fanno perdere il regno di Dio è segno chefanno perdere la grazia, e perciò sono peccati mortali;

2° Non è vero che sia impossibile vivere casti. E’ certo, certissimo che Dio non comanda cose impossibili. E’ certo, certissimo che molti vissero e vivono con tutta castità. Dunque, se tanti uomini, tante donne, tanti giovinetti e tante fanciulle vissero e vivono con castità, perché non potrò io? Quindi chi non vive casto, non è perché non può, ma perché non vuole. Il non posso è il sofisma di chi vuole dispensarsi dalla legge, e attutire i rimorsi di coscienza; è l’argomento dell’egoista che, simile agli animali, aspira solo al piacere del momento; è il pretesto del vigliacco che butta le armi per non combattere…

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I peccati contro la castità sono gravissimi, ed ancor più grave è il peccato di chi commette il sesso impuro contro natura, tanto che:

San Pio V lo definì così “L’esecrabile vizio libidinoso contro natura; colpe per le quali i popoli e le nazioni vengono flagellati da Dio, a giusta condanna, con sciagure, guerre, fame e pestilenze …” (San Pio V, Costituzione Cum Primum);

San Pio X dice che la sodomia è “quel peccato che grida al Cielo”“che grida vendetta al cospetto di Dio”“il secondo peccato più grave che grida vendetta al cospetto di Dio dopo l’omicidio volontario” (San Pio X,Catechismo Maggiore);

San Gregorio I Papa detto “Magno”, Dottore della Chiesa “Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodoma dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l’onta di quel crimine. Perché lo zolfo emana fetore, il fuoco arde. Era quindi giusto che i Sodomiti, ardendo di desideri perversi originati dal fetore della carne, perissero ad un tempo per mezzo del fuoco e dello zolfo, affinché dal giusto castigo si rendessero conto del male compiuto sotto la spinta di un desiderio perverso” (San Gregorio Magno,Commento morale a Giobbe);

San Bonaventura, Dottore della Chiesa con il titolo di Doctor Seraphicus“Tutti i sodomiti, uomini e donne, morirono su tutta la terra, secondo quanto ricordò san Gerolamo commentando il salmo ‘È nata una luce per il giusto’, per evidenziare che Colui che stava nascendo veniva a riformare la natura e a promuovere la castità” (San Bonaventura, Sermone XXI  in Nativitate Domini, chiesa Santa Maria della Porziuncola);

Sant’Agostino, Dottore della Chiesa: “I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di loro stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venire violata”(Sant’Agostino, Confessioni):

– e tanti altri, come ad esempio Santa Caterina da Siena, San Tommaso d’Aquino, San Pietro Canisio, San Girolamo, Santa Ildegarda di Bingen, ecc …

Ogni uomo ha i mezzi per fuggire da questi abominevoli pensieri, quindi ha tutte le facoltà per non violare anche il sesto comandamento.

Mezzi detti NEGATIVI:

Fuga dell’ozio, perché l’ozio è il padre dei vizi. San Filippo Neri diceva ai giovani che “l’ozio è il capezzale del demonio e che chi sta in ozio, non ha bisogno che il diavolo lo tenti; egli è tentazione a se stesso”;

Fuga dei cattivi compagni. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, o che diverrai. Chi va col lupo, impara a urlare, chi collo zoppo a zoppicare. Come un appestato ne corrompe mille, come una pera fradicia ne guasta un monte, così un compagno cattivo;

Fuga delle letture cattive. Dimmi che leggi e ti dirò che vagheggi. Il libro cattivo è peggiore d’un triste compagno, perché è sempre a portata di mano e non arrossisce nel parlare di ciò che si deve tacere;

Fuga delle occasioni pericolose, come i balli, teatri, i cinematografi, gli amoreggiamenti, internet, i reality show.

Gli amoreggiamenti, per esempio, sono pericolosissimi e spesso fatali. Nessun giovane, nessuna fanciulla contragga relazioni senza il consenso dei genitori. E se il consenso c’è, evitino di trovarsi da soli; e se pare che il Signore li destini ad una futura vita insieme, non conducano le cose per le lunghe, perché le cose lunghe diventano serpi.

Mezzi detti POSITIVI:

La preghiera. La castità è una virtù celeste e non si ottiene se non dal cielo con molta preghiera. “Io sapevo, dice il Savio, che non potevo essere continente, se Dio non me lo concedeva, e il sapere questo è già dono della sapienza; e perciò andai a Dio e lo pregai con tutta l’effusione del mio cuore”;

Nelle nostre preghiere, in modo speciale nella Santa Messa, dopo la Santa Comunione, nella visita al SS. Sacramento, domandiamo sempre al Signore di essere umili e puri. Quanto più saremo umili tanto più facilmente potremo custodire la bella virtù; quanto più saremo umili e puri, tanto più piaceremo a Dio, e riceveremo le sue grazie. — Giova, a conservare la purità, l’avere una tenera devozione a San Luigi, protettore della gioventù, a Maria Santissima. Una pratica efficacissima, a questo scopo, è la sera inginocchiarsi vicino al letto per domandare la benedizione alla Madonna e recitare in onore della sua Immacolata Concezione tre Ave Maria, intercalandole con la bella e filiale invocazione: Maria, Mater purissima, Mater castissima, ora prò nobis, e terminarle col Gloria Patri, ecc. Se non potete recitarle in ginocchio, ditele almeno mentre vi spogliate, affinché la Madonna vi benedica;

La mortificazione dei sensi, specialmente: a) mortificazione degli occhi. Ciò che occhio non vede, cuor non desidera… Alcuni vogliono vedere tutto, e poi si stupiscono di avere tentazioni. Ci sarebbe da stupire che non ne avessero. Mortifichiamoli anche nelle cose lecite, per saper tenerli a freno, affinché non trascorrano alle illecite; b) mortificazione delle orecchie, non voler ascoltare ogni cosa; c) mortificazione della gola. Quando il demonio tenta la gola, è per muovere poi guerra alla castità. Attenti a non soddisfarla troppo, affinché il corpo nutrito delicatamente, non si ribelli all’anima, come un puledro sfrenato, e non vi trascini al male. “Cosa lussuriosa è il vino” {Ef. 5,18 ; Prov., 20, 1-; 23, 31 e succ.). Vino e castità, dicono i Santi, non stanno insieme; d) mortificazione del tatto, il più insidioso dei sensi, il quale, sparso in tutto il corpo, più d’ogni altro è pericoloso, e in continua congiura contro l’anima;

Frequenza dei Sacramenti della confessione e comunione, possibilmente la comunione ogni giorno, almeno ogni domenica; Le buone disposizioni che si debbono portare alla confessione, cioè, l’esame che ci aiuta a conoscerci; il pentimento che ci distacca dal male; il proposito che ce lo fa evitare; gli avvisi del confessore, e sopra tutto la grazia del sacramento faranno sì che conserviamo il cuore puro. Inutile parlare della grazia e dell’efficacia della Santa Comunione;

4° Da ultimo coltiviamo in noi il pensiero della presenza di Dio; ricordiamo spesso i novissimi, la morte, il giudizio, l’inferno e il paradiso; aumentiamo in noi il timor di Dio, e nelle tentazioni ricorriamo a lui con vive e affettuose giaculatorie, s saremo sicuri di conservare la più bella delle virtù.

Avvertenza. Sentirete forse anche nel mondo degli spudorati e degli scandalosi, degli uranisti e dei pornoattori, dei pedofili e molestatori, i quali per giustificare le loro turpitudini ed avere compagni nel vizio, vi diranno che la castità danneggia la salute!!! Attenzione, è come dire che chi non beve alcool si rovina e morirà tisico!

Come mai Dio, che comanda nel quinto comandamento d’aver cura della salute, nel sesto avrebbe fatto una legge che mira a danneggiarla?

La vera scienza e l’esperienza provano che il vizio rovina la salute e che la castità invece la conserva. “I medici più insigni, scrive il professor Bettazzi, sono concordi nel dichiarare che nessun danno viene alla salute dal condurre anche per lungo tempo (e noi diciamo anche per tutta la vita) una vita continente, quando lo spirito sia ben governato e ci si astenga da ciò che artificialmente fomenta le passioni. Potrei citare un lungo elenco di nomi di medici, di igienisti stranieri, che hanno nel modo più reciso palesato quell’opinione, e vi ricorderei così illustri professori universitari, direttori di grandi ospedali, cui, per conseguenza, non fa difetto né esperienza né dottrina…”. E dopo averne citati alcuni, soggiunge: “Ed aggiungo che non è questione soltanto di opinioni isolate, le quali, anche col rispetto che si deve alle persone di alto valore, potrebbero pur lasciare qualche dubbio ; ma sono gruppi di medici che collettivamente pronunziano il medesimo giudizio, sono consessi e adunanze che sentono la necessità di esprimere al riguardo voti e deliberazioni prese solennemente”. “Così la Facoltà di Medicina dell’Università di Cristiania condannava falsa l’opinione che la purezza dei costumi danneggi la salute; e i professori d’igiene di diciannove Università tedesche indirizzarono a tutti gli studenti una circolare la quale, oltre metterli in guardia contro i mali venerei, li ammoniva sulla innocuità della continenza; e più di cinquanta medici fra i più celebri dello Stato di New York dichiaravano, tutti d’accordo, che «la castità e una vita pura, per ambedue i sessi, sono la migliore condizione per la salute fisica, mentale e morale». E mi piace citare anche un voto che il Congresso generale sanitario di Bruxelles del 1902, dove convennero le sommità mediche del mondo, faceva unanimemente, e che era concepito così: «Bisogna anzi tutto insegnare alla gioventù maschile che non solo la morigeratezza e la continenza non sono nocive, ma chi invece queste virtù sono le più raccomandabili dal punto di vista igienico e medico»”.

Al peccato c’è rimedio e non bisogna abbattersi, basta il non voler peccare più:Deus meus, ex toto corde poenitet me omnium meorum peccatorum, eaque detestor, quia peccando, non solum poenas a Te iuste statutas promeritus sum, sed praesertim quia offendi Te, summum bonum, ac dignum qui super omnia diligaris. Ideo firmiter propono, adiuvante gratia Tua, de cetero me non peccaturum peccandique occasiones proximas fugiturum. Amen.

Mi rendo conto che in questi tempi molte persone vengono abituate fin da piccolissimi a vivere ignorando totalmente questi principi. A loro, con decenni di abito del vizio della lussuria, sembrerà impossibile attuare quanto detto. Quindi, ai mezzi già indicati, si consiglia:

1) L’umiltà. Se si vive in condizione di peccato e si incontra difficoltà a smettere, almeno cerchiamo di iniziare evitando di aggiungere peccato a peccato. Cioè cerchiamo di evitare anche di mentire a noi stessi e contro la fede, NEGANDO cioè che queste cose siano peccaminose per giustificarci!! Almeno ammettiamolo! E preghiamo Dio che abbia pietà e ci aiuti a camminare nella sua volontà.

Il Vangelo secondo Luca dice che Gesù raccontò ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: « Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato » (Luca 18,10-14).

2) Se non riusciamo nemmeno a VOLERE di iniziare tale cammino di santificazione, bene, “chiedete ed otterrete”: chiediamo prima il DESIDERIO di iniziarlo, o “desiderio santo”. Poi, man mano che Dio esaudirà tale preghiera ed instillerà in noi tale santissimo desiderio, impareremo ad adoperarci con convinzione in tale percorso.

a cura di Carlo Di Pietro

I Comandamenti di Benigni, dal Sinai all’attualità

AVVENIRE ELOGIA BENIGNI, NONOSTANTE ABBIA ANNULLATO NUMEROSI PECCATI, APPROVANDO PERSINO MASTURBAZIONE E ADULTERIO http://www.avvenire.it/…/I-Comandamenti-di-Benigni-dal-Sina…

Pensate quel che volete, ma solo Roberto Benigni poteva riuscire nell’ambizione temeraria di misurarsi in prima serata su Raiuno su un tema alto, altissimo, incommensurabile come i Dieci Comandamenti: tenerti incollato davanti al…
AVVENIRE.IT

Benedetto XVI: «Se non esistono più maschio e femmina, allora non esiste più neppure la famiglia»

http://www.tempi.it/benedetto-xvi-se-non-esistono-piu-maschio-e-femmina-allora-non-esiste-piu-neppure-la-famiglia#.VJGDbXJ5N6x

Dicembre 21, 2012 Redazione

Discorso del Papa alla Curia romana su famiglia (e sesso), capacità di dialogo e nuova evangelizzazione. «Chi difende Dio, difende l’uomo»

Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto i cardinali, i rappresentanti della Curia romana e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, per il tradizionale scambio di auguri natalizi. Dopo aver ripercorso alcuni degli eventi più significativi di quest’anno (visita in Messico e a Cuba, viaggio in Libano, Family day e Sinodo), il Papa ha voluto «riflettere un po’ più dettagliatamente soprattutto sul tema della famiglia e sulla natura del dialogo, per aggiungere poi ancora una breve annotazione sul tema della Nuova Evangelizzazione».
Riportiamo alcuni stralci del suo discorso.

FAMIGLIA E GENDER. «La grande gioia con cui a Milano si sono incontrate famiglie provenienti da tutto il mondo ha mostrato che, nonostante tutte le impressioni contrarie, la famiglia è forte e viva anche oggi. È incontestabile, però, anche la crisi che – particolarmente nel mondo occidentale – la minaccia fino nelle basi. Mi ha colpito che nel Sinodo si sia ripetutamente sottolineata l’importanza della famiglia per la trasmissione della fede come luogo autentico in cui si trasmettono le forme fondamentali dell’essere persona umana. Le si impara vivendole e anche soffrendole insieme. Così si è reso evidente che nella questione della famiglia non si tratta soltanto di una determinata forma sociale, ma della questione dell’uomo stesso – della questione di che cosa sia l’uomo e di che cosa occorra fare per essere uomini in modo giusto. Le sfide in questo contesto sono complesse. C’è anzitutto la questione della capacità dell’uomo di legarsi oppure della sua mancanza di legami. Può l’uomo legarsi per tutta una vita? Corrisponde alla sua natura? Non è forse in contrasto con la sua libertà e con l’ampiezza della sua autorealizzazione? L’uomo diventa se stesso rimanendo autonomo e entrando in contatto con l’altro solo mediante relazioni che può interrompere in ogni momento? Un legame per tutta la vita è in contrasto con la libertà? Il legame merita anche che se ne soffra? Il rifiuto del legame umano, che si diffonde sempre più a causa di un’errata comprensione della libertà e dell’autorealizzazione, come anche a motivo della fuga davanti alla paziente sopportazione della sofferenza, significa che l’uomo rimane chiuso in se stesso e, in ultima analisi, conserva il proprio “io” per se stesso, non lo supera veramente. Ma solo nel dono di sé l’uomo raggiunge se stesso, e solo aprendosi all’altro, agli altri, ai figli, alla famiglia, solo lasciandosi plasmare nella sofferenza, egli scopre l’ampiezza dell’essere persona umana. Con il rifiuto di questo legame scompaiono anche le figure fondamentali dell’esistenza umana: il padre, la madre, il figlio; cadono dimensioni essenziali dell’esperienza dell’essere persona umana.
Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante, ha mostrato che l’attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all’autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora più profonda. Se finora avevamo visto come causa della crisi della famiglia un fraintendimento dell’essenza della libertà umana, ora diventa chiaro che qui è in gioco la visione dell’essere stesso, di ciò che in realtà significa l’essere uomini. Egli cita l’affermazione, diventata famosa, di Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa” (“On ne naît pas femme, on le devient”). In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma “gender”, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi. La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Secondo il racconto biblico della creazione, appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina. Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata. Non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: “Maschio e femmina Egli li creò” (Gen 1,27). No, adesso vale che non è stato Lui a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo. Maschio e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più. L’uomo contesta la propria natura. Egli è ormai solo spirito e volontà. La manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell’uomo nei confronti di se stesso. Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura. Maschio e femmina vengono contestati nella loro esigenza creazionale di forme della persona umana che si integrano a vicenda. Se, però, non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione. Ma in tal caso anche la prole ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria. Bernheim mostra come essa, da soggetto giuridico a sé stante, diventi ora necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si può procurare. Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere. Nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo stesso. E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo».

DIALOGO. «Con ciò vorrei giungere al secondo grande tema (…): la questione cioè del dialogo e dell’annuncio. Parliamo anzitutto del dialogo. Vedo per la Chiesa nel nostro tempo soprattutto tre campi di dialogo nei quali essa deve essere presente, nella lotta per l’uomo e per che cosa significhi essere persona umana: il dialogo con gli Stati, il dialogo con la società – in esso incluso il dialogo con le culture e con la scienza – e, infine, il dialogo con le religioni. In tutti questi dialoghi, la Chiesa parla a partire da quella luce che le offre la fede. Essa, però, incarna al tempo stesso la memoria dell’umanità che, fin dagli inizi e attraverso i tempi, è memoria delle esperienze e delle sofferenze dell’umanità (…).
La cultura dell’umano, di cui essa si fa garante, è nata e si è sviluppata dall’incontro tra la rivelazione di Dio e l’esistenza umana. La Chiesa rappresenta la memoria dell’essere uomini di fronte a una civiltà dell’oblio, che ormai conosce soltanto se stessa e il proprio criterio di misure. Ma come una persona senza memoria ha perso la propria identità, così anche un’umanità senza memoria perderebbe la propria identità. (…) Nel dialogo con lo Stato e con la società, la Chiesa certamente non ha soluzioni pronte per le singole questioni. Insieme con le altre forze sociali, essa lotterà per le risposte che maggiormente corrispondano alla giusta misura dell’essere umano. Ciò che essa ha individuato come valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell’esistenza umana, lo deve difendere con la massima chiarezza. Deve fare tutto il possibile per creare una convinzione che poi possa tradursi in azione politica.
Nella situazione attuale dell’umanità, il dialogo delle religioni è una condizione necessaria per la pace nel mondo, e pertanto è un dovere per i cristiani come pure per le altre comunità religiose. Questo dialogo delle religioni ha diverse dimensioni. Esso sarà innanzi tutto semplicemente un dialogo della vita, un dialogo della condivisione pratica. In esso non si parlerà dei grandi temi della fede – se Dio sia trinitario o come sia da intendere l’ispirazione delle Sacre Scritture ecc. Si tratta dei problemi concreti della convivenza e della responsabilità comune per la società, per lo Stato, per l’umanità. In ciò bisogna imparare ad accettare l’altro nel suo essere e pensare in modo diverso. A questo scopo è necessario fare della responsabilità comune per la giustizia e per la pace il criterio di fondo del colloquio. Un dialogo in cui si tratta di pace e di giustizia diventa da sé, al di là di ciò che è semplicemente pragmatico, una lotta etica circa la verità e circa l’essere umano; un dialogo circa le valutazioni che sono presupposte al tutto. (…) Così questi sforzi possono avere anche il significato di passi comuni verso l’unica verità, senza che le scelte di fondo vengano cambiate. Se ambedue le parti muovono da un’ermeneutica di giustizia e di pace, la differenza di fondo non scomparirà, crescerà tuttavia anche una vicinanza più profonda tra loro.
Per l’essenza del dialogo interreligioso, oggi in genere si considerano fondamentali due regole: 1. Il dialogo non ha di mira la conversione, bensì la comprensione. In questo si distingue dall’evangelizzazione, dalla missione. 2. Conformemente a ciò, in questo dialogo ambedue le parti restano consapevolmente nella loro identità, che, nel dialogo, non mettono in questione né per sé né per gli altri.
Sì, il dialogo non ha di mira la conversione, ma una migliore comprensione reciproca: ciò è corretto. La ricerca di conoscenza e di comprensione, però, vuole sempre essere anche un avvicinamento alla verità. Così, ambedue le parti, avvicinandosi passo passo alla verità, vanno in avanti e sono in cammino verso una più grande condivisione, che si fonda sull’unità della verità. (…) Rispetto a questo direi che il cristiano ha la grande fiducia di fondo, anzi, la grande certezza di fondo di poter prendere tranquillamente il largo nel vasto mare della verità, senza dover temere per la sua identità di cristiano. Certo, non siamo noi a possedere la verità, ma è essa a possedere noi: Cristo, che è la Verità, ci ha presi per mano, e sulla via della nostra ricerca appassionata di conoscenza sappiamo che la sua mano ci tiene saldamente».

NUOVA EVANGELIZZAZIONE. «Alla fine, è doverosa ancora una breve annotazione sull’annuncio, sull’evangelizzazione (…). La parola dell’annuncio diventa efficace là dove nell’uomo esiste la disponibilità docile per la vicinanza di Dio; dove l’uomo è interiormente in ricerca e così in cammino verso il Signore. Allora, l’attenzione di Gesù per lui lo colpisce al cuore e poi l’impatto con l’annuncio suscita la santa curiosità di conoscere Gesù più da vicino. Questo andare con Lui conduce al luogo dove Gesù abita, nella comunità della Chiesa, che è il suo Corpo. Significa entrare nella comunione itinerante dei catecumeni, che è una comunione di approfondimento e, insieme, di vita, in cui il camminare con Gesù ci fa diventare vedenti.
“Venite e vedrete!’ Questa parola che Gesù rivolge ai due discepoli in ricerca, la rivolge anche alle persone di oggi che sono in ricerca. Alla fine dell’anno vogliamo pregare il Signore, affinché la Chiesa, nonostante le proprie povertà, diventi sempre più riconoscibile come sua dimora. Lo preghiamo perché, nel cammino verso la sua casa, renda anche noi sempre più vedenti, affinché possiamo dire sempre meglio e in modo sempre più convincente: Abbiamo trovato Colui, del quale è in attesa tutto il mondo, Gesù Cristo, vero Figlio di Dio e vero uomo».

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Scuola sostituisce Gesù Bambino con un “Topolino”

LA FOTO E’ PURAMENTE ESEMPLIFICATIVA

Prosegue la preparazione al Natale dei profeti della dissoluzione. E alla scuola “Cadorna” di Firenze, hanno pensato a qualcosa di più subdolo per plasmare le menti dei bambini: invece di eliminarlo, mutarne il senso, dissacrando il Presepe.
Nella scuola è infatti vietato parlare della nascita di Gesù Bambino, che viene sostituito da un più consumista Babbo Natale e, denunciano le mamme, sostituito nel Presepe da un topolino.

Gesù viene anche cancellato dalle canzoni natalizie, nelle quali non viene mai menzionato. La notizia è stata pubblicata dai media locali diFirenze.

E in realtà ci pare abbia ottenuto non l’eco che merita, per questo Vox ha deciso di rilanciarla.

“Una rappresentazione del Natale che non solo ignora completamente le origini del nostro Paese, ma profana la festa italiana per eccellenza”. Commenta il consigliere regionale Giovanni Donzell.

“Se la direzione della scuola non riconosce il Natale per quello che è, cioè la festa per la nascita di Gesù bambino, allora sia coerente e rinunci a chiudere l’istituto e vada a lavorare, magari per studiare un po’ di civiltà italiana”.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,1-17 Mercoledì, 17 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Ferie di Avvento dal 17 al 24: 17 dicembre

Santo(i) del giorno : S. Josep Manyanet, sacerdote e fondatore (1833-1901),  B. Matilde del Sagrado Corazón, vergine et fond. (1841-1902)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : Sant’Ippolito di Roma
Della nostra stessa sostanza

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,1-17.
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,
Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram,
Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn,
Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse,
Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa,
Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf,
Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia,
Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia,
Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia,
Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle,
Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor,
Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd,
Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32 Martedì, 16 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Martedì della III settimana di Avvento

Santo(i) del giorno : B. Clemente Marchisio, sacerdote e fondatore (1833-1903),  B. Maria degli Angeli (Fontanella), O.C.D. (1661-1717)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : Beato Guerrico d’Igny
Convertirsi agli appelli di Giovanni Battista, che prepara la via del Signore

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32.
In quel tempo, disse Gesù ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna.
Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò.
Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò.
Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L’ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.
E’ venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli».

28 novembre 2014 – Verranno assegnati dei nomi nuovi ai titoli che si riferiscono a Me

fumo di

Messaggi da Gesù Cristo

Inserito il: 15 dicembre 2014

Mia amatissima figlia, il mondo si sta preparando per la Mia Seconda Venuta, ma ci sono due entità separate impegnate a preparare il terreno per quel Giorno.

Proprio come faccio Io, Gesù Cristo, che vi preparo per mezzo del Mio Intervento, parimenti, anche Satana prepara il suo esercito. Gran parte della pianificazione è già stata intrapresa ormai da diversi anni da parte dei Miei nemici, i quali nonostante conoscano la Verità, hanno scelto ugualmente di distruggere il Mio Piano di Salvezza. Sono in molti ad essere caduti, tra cui alcuni degli eletti, che si sono dedicati, viceversa all’occulto.

I Miei nemici hanno elaborato molti piani tra i quali, a loro insaputa, il genocidio degli innocenti. Mentre vengono orchestrate molte azioni malvagie contro il genere umano a causa dell’avidità e del desiderio di dominare, il piano più ambizioso si rivelerà quando essi finalmente prenderanno il controllo della Mia Casa.

Sono in corso dei progetti per mettere in ginocchio la Mia Santa Casa mentre sono stati eseguiti tutti i preparativi perché la “bestia” occupi la sua posizione. Per garantire che essa venga acclamata dal mondo intero, è stato messo in atto un piano dettagliato che toccherà tutti gli aspetti della politica mondiale e delle religioni; ma, prima che la bestia venga incoronata e prenda il proprio posto sul suo trono, all’interno della Mia Chiesa, in segreto avranno luogo molti gesti sacrileghi sugli altari. Le Messe nere dilagheranno, fornendo perciò grandi poteri a Satana e alla sua gerarchia. Essi divoreranno tutto ciò che è Santo e faranno di tutto per distruggere il Cristianesimo, attraverso quello che sarà il più grande inganno nella storia della Mia Chiesa sulla terra. Otterranno tutto ciò fingendo di abbracciare il Cristianesimo stesso, ma nulla sarà come sembra, e solo coloro che sono stati benedetti con il Dono del discernimento, capiranno cosa sta realmente accadendo.

Ogni peccato verrà giudicato accettabile. Io, Gesù Cristo, sarò maledetto, ma il Mio Nome verrà utilizzato per legittimare l’accettazione del peccato mortale. Il diavolo, attraverso le sue coorti fedeli, trasformerà al contrario, tutto ciò che viene da Me. Verranno assegnati dei nomi nuovi ai titoli che si riferiscono a Me e a coloro che Mi rappresentano; quelli precedenti saranno sostituiti con altri nuovi, i quali saranno comunicati al mondo dicendo che rappresentano un nuovo, innovativo e attento approccio all’uguaglianza.

I peccati dell’uomo verranno esaltati davanti ai Miei Occhi e posti dinnanzi ai Miei Altari, in gesto di sfida. Sappiate che coloro i quali affermano di venire da Me, se non sostengono la Mia Santa Parola e se rifiutano di proclamare la Verità, sono dei bugiardi. Essi sono degli impostori dai quali Io sarò deriso non solo attraverso semplici parole, azioni e cambiamenti della Santa Dottrina, ma anche mediante dei rituali messi in scena con cura, i quali si svolgeranno sui Miei Altari.

Verrà il giorno in cui Mio Padre interverrà e fermerà questa profanazione finale. I tentativi, da parte dei Miei nemici, di infondere vitalità alle loro nuove cerimonie pagane, saranno inutili. Essi organizzeranno degli eventi sofisticati e divertenti come “culto a Dio”, ma dai quali non verrà alcun bene poiché la Fiamma dello Spirito Santo verrà a mancare; invece, tutto ciò che si vedrà sarà solo del fumo denso di un fuoco che non può ardere: questo è il fumo di Satana ed esso soffocherà i figli di Dio!

Il vostro Gesù

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,23-27 Lunedì, 15 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Lunedì della III settimana di Avvento

Santo(i) del giorno : S. Maria Crocifissa Di Rosa, vergine e fond. (1813-1855),  S. Virginia Centurione Bracelli, vedova e fond. (1587-1651)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : San Beda il Venerabile
« Tutti considerano Giovanni un profeta »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,23-27.
In quel tempo, entrato Gesù nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?».
Gesù rispose: «Vi farò anch’io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo.
Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: “dal Cielò’, ci risponderà: “perché dunque non gli avete creduto?”;
se diciamo “dagli uominì’, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Permesso? – Fiaba ironica sulle permissioni divine e la stupidità umana

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3534
FINALMENTE DIO PERMETTE AGLI UOMINI DI FARE CIO’ CHE VOGLIONO: OMOSESSUALITA’, DIVORZI, ABORTI, ECC.
Fiaba ironica sulle permissioni divine e la stupidità umana
da Blog di Berlicche

Il vescovo li vede arrivare, una folla di persone dall’aria decisa. Sospirando, si girò verso di loro: “Che cosa volete, figlioli?”. Quello che era evidentemente il loro capo si fece avanti: “Vogliamo che la Chiesa…”. Il santo vescovo li ascoltò pazientemente, poi ad un certo punto alzò la mano: “Sì, sì, credo di avere capito. A questo punto penso che sia meglio che queste che cose le chiediate direttamente a Dio.”
Si levò un mormorio di sorpresa. “Ma… disturbarlo per…” Ma il vescovo fece un cenno con la mano a liquidare l’obiezione e si avviò con passo deciso. Gli altri lo seguirono.
Dio stava potando delle viti nel suo giardino. “Sì, un attimo, ho quasi finito.” Recise un ultimo ramo e poi si sedette su un muretto. “Allora, forza, parlate” disse, con fare affabile.
Si fece avanti il capo del gruppo: “Signore, ecco, noi… vorremmo che permettessi l’uso di anticoncezionali…” Disse, quasi farfugliando. Dio scambiò un’occhiata con il vescovo: “Certo, lo permetto”. Un mormorio di sorpresa si levò tra i presenti, che cominciarono a scambiarsi pacche sulle spalle. “C’è altro, vero?” disse Dio. “Ecco, vorremmo che fossero permessi anche i rapporti omosessuali…”. “Sono permessi”, disse Dio. Da alcuni degli astanti si levarono degli “Olè”. “E anche i rapporti al di fuori del matrimonio…”. “Accordàti”, fece Dio. “La masturbazione…”. “Certo”. “L’aborto…”. “Come no. Ma aspettate, è inutile che vi sforziate di esprimerlo in parole, tanto lo posso leggere in voi cosa vorreste fare.”
Li guardò, uno per uno. “Vorreste fare del sesso quando vi va e con chi vi va? Lo permetto. Anche con dei bambini? Sì, lo permetto. Vorreste impossessarvi dei beni di chi secondo voi ha troppo? Lo permetto. Della donna, dell’uomo di un altro? Lo permetto. Anche con la forza? Con la menzogna? Lo permetto. Volete uccidere chi non sopportate? Permetto anche questo.”
Man mano che Dio parlava, tutti ad uno ad uno tacquero. Dio si alzò: “Io permetto tutte queste cose. Le permetto già. E dovreste saperlo, visto che già le fate. Tutte”. Si avvicinò, e fissò negli occhi il loro capo: “Ma quello che non posso fare è dire che tutte queste cose vi renderanno felici. Non posso proprio farvele bastare. Perché io ho fatto voi uomini in un’altra maniera.” Mentre parlava sorrideva, un sorriso triste. “Non solo il fare tutte queste azioni non vi basterà, ma vi renderà ancora più infelici, perché sono proprio il contrario del modo in cui vi ho fatto.”
Il leader del gruppo abbassò lo sguardo. Dio gli posò una mano sulla spalla: “Vi ho fatti in una certa maniera, e nemmeno io posso farvi in maniera diversa senza disfarvi del tutto. Nel fondo del vostro cuore voi non volete le cose che avete chiesto: chiedete delle cose che pensate colmino quella sete che avete, ma non sono le cose giuste. Sono le cose che qualcuno che odia voi e me vi ha suggerito proprio sapendo cosa vi succederebbe.”
Si rivolse a quelli dietro: “Voi, che già le fate, ditemi, vi hanno resi felici, o ancora più disperati e famelici? Cosa è successo, come conseguenza di quelle azioni? Quale tristezza e schifo hanno generato?” Nessuno parlò. “E quindi,” proseguì Dio, “cosa vorreste che io facessi? Che, nonostante quello che siete, quello che è, io vi dessi il permesso di sentirvi giustificati qualsiasi cosa facciate? In maniera da accusarmi anche di questo? Bene, il permesso di farlo ve l’ho dato. E ve l’ho dato fin dal principio. Si chiama libertà. Ma avete anche qualcosa d’altro, dentro, cioè la conoscenza di cosa sia bene e cosa sia male. E nemmeno io posso togliervela, perché ve la siete presa assieme alla libertà.”
Si accostò al vescovo, passò il braccio attorno alle sue spalle bianche e lo strinse a sé. “Il vostro vescovo vi può ricordare cosa io stesso ho detto ai vostri padri. Cos’è che può rendervi felici. Ma, se non lo posso io, neanche lui può cambiare la vostra natura”. “Cos’è che può renderci felici, allora?” chiese il capo del gruppo. “Già lo sai” disse Dio “stare qui assieme a me.”
A questo punto, il silenzio era totale. Neanche si sentivano più gli uccellini tra i rami del giardino. Poi, uno ad uno, i presenti si voltarono e se ne andarono.
Alla fine rimasero solo Dio e il vescovo. Il vescovo sospirò: “Credi che l’abbiano capito, stavolta?” chiese, rivolgendosi a Dio. Dio si strinse le spalle: “Come tutte le altre volte. Ma una cosa la sanno, anche se ogni volta sembrano scordarsene”. Il vescovo si girò verso Dio: “E qual è?”. Rispose Dio: “Che io li amo”.

Titolo originale: Permesso?
Fonte: Blog di Berlicche, 11/02/2014

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,6-8.19-28 Domenica, 14 dicembre 2014

Vangelo del giorno

III Domenica di Avvento – ‘Gaudete’ – Anno B

Santo(i) del giorno : S. Juan de la Cruz, sac. e dottore della Chiesa (1542-1591),  S. Nimatullah Kassab Al-Hardini, sac. maronita (1808-1858)
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Letture del giorno

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,6-8.19-28.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».
Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No».
Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».
Essi erano stati mandati da parte dei farisei.
Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete,
uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

27 novembre 2014 – La gente ha smarrito l’amore nella propria vita perché non Mi venera più

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Messaggi da Gesù Cristo

Inserito il: 13 dicembre 2014

Mia amatissima figlia, nei prossimi anni, gran parte della sofferenza vissuta dagli uomini, sarà quella dello spirito.

La sofferenza spirituale sarà avvertita non solo dai Miei seguaci, i quali rimangono fedeli alla Parola di Dio, ma da tutti gli uomini, a prescindere da quello in cui credono. Satana ed i suoi demoni, dal grado più elevato fino al più basso della gerarchia, vagano per il mondo, diffondendo l’odio tra i figli di Dio. L’odio ha afferrato il genere umano e si può percepire in molti modi. Quando Satana tenta un’anima avvolgendola di odio, lo fa mediante la creazione di un sentimento di gelosia nella persona più vulnerabile, e questo si trasforma presto in odio. L’odio si sta diffondendo e colpisce ogni età.

Lo spirito d’amore e carità, che una volta era presente nel cuore degli uomini, si è indebolito; questo significa che l’amore, il quale un tempo univa insieme comunità, nazioni e paesi, è venuto meno. La gente ha smarrito l’amore nella propria vita perché non Mi venera più. Io, Gesù Cristo, sono stato dimenticato. Le persone sono talmente occupate a trattare questioni mondane che hanno creato, per sé stesse, un’esistenza molto solitaria. Una volta che l’amore non è più presente nella vostra vita, gran parte di voi si inaridisce ed appassisce come una pianta avvizzita.

Dio è Amore e quando l’amore è presente nel mondo, vi è una maggiore armonia e pace. L’opposto dell’amore è l’odio, che viene dal diavolo. Se consentirete all’odio di riempire i vostri cuori, vi avvelenerà interiormente e crescerà come un cancro fino a quando non vi divorerà. L’odio distrugge le vite e crea terribili divisioni. Esso avvelena la vostra anima; crea profonda infelicità nelle anime di coloro che gli permettono di dettare qualsiasi loro azione. L’odio si diffonde da un’anima all’altra molto rapidamente poiché, una volta che ci si impegna in una discussione con una persona piena di odio, esso fa presa su di voi inducendovi ad ascoltare ogni spiegazione fornita allo scopo di giustificarlo.

Una volta che i cristiani, hanno permesso all’odio di infestarli, non devono mai soccombere ad esso facendo uso del Mio Santo Nome, né incitare gli altri ad alcun genere di odio nei confronti di un altro essere umano. Dovete chiederMi di liberare la vostra anima dall’odio, poiché se gli consentirete di prendere in consegna la vostra anima, non vedrete mai il Mio Volto.

Fate uso del tempo che vi è stato concesso, per amarMi di più, dal momento che se voi Mi amerete veramente, questo amore verrà ricambiato; di conseguenza sarete incapaci di prendere parte a qualsiasi tipo di dialogo in cui l’odio è presente.

AmateMi e troverete più facile amare gli altri. Se odiate un’altra persona, voi non Mi conoscete.

Il vostro Gesù

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 17,10-13 Sabato, 13 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Sabato della II settimana di Avvento

Santo(i) del giorno : S. Lucia, vergine e martire (283-304) Patrona di Siracusa,  B. Antonio Grassi di Fermo, sacerdote C.O. (1592-1671)
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Letture del giorno

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 17,10-13.
Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa.
Ma io vi dico: Elia è gia venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,16-19 Venerdì, 12 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Venerdì della II settimana di Avvento

Oggi la Chiesa celebra : Beata Vergine Maria di Guadalupe (memoria facoltativa)

Santo(i) del giorno : B. Giacomo Capocci da Viterbo, vescovo di Benevento e Napoli,  B. Corrado da Offida, sacerdote O.F.M. (1241-1306)
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Letture del giorno

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,16-19.
Ma a chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.
E’ venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio.
E’ venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere».

27 novembre 2014 – La Madre della Salvezza: La falsa chiesa dell’oscurità sarà sterile

terreno sterile

Messaggi da Gesù Cristo

Inserito il: 11 dicembre 2014

Miei cari figli, la falsa chiesa – quella che andrà a sostituire la Chiesa di mio Figlio sulla terra – è stata preparata e tutte le eresie verranno abilmente celate tra i paragrafi del nuovo Messale che sostituirà il vecchio.

La falsa chiesa dell’oscurità sarà costruita per sostituire la vecchia, e sarà seconda solo al terrificante inferno. Tutto quello che adesso é presente nella Chiesa di mio Figlio sarà sostituito da tutto ciò che è nuovo, ma una cosa non cambierà mai: le fondamenta su cui la Chiesa di mio Figlio fu costruita, non si muoveranno poiché sono saldamente piantate in terra. Nessun uomo potrà mai spostarle poiché Dio non lo permetterà.

La chiesa delle tenebre sarà sterile. Non produrrà alcun frutto in quanto sarà costruita su un terreno inquinato. Ogni sorta di eresia scaturirà dalla bocca di coloro che predicheranno dai suoi pulpiti. Diventerà un covo di iniquità e nulla avrà senso in tutto ciò che sarà proclamato dalla voce di coloro che ne vanteranno la grandezza.

Quelli saranno i giorni in cui molti Cristiani, ormai troppo spaventati, troppo stanchi e privi di una reale fede, adoreranno, ma non mio Figlio, bensì l’anticristo, poiché sarà costui che siederà sul trono che essi avranno eretto tra le sue mura.

L’anticristo dominerà non lontano dal luogo in cui mio Figlio costruì la Sua Chiesa e molte persone crederanno che si tratti di Lui in persona, ma sarà questo il loro più grande errore. Chiunque si opporrà a questa chiesa, o troverà da ridire su di essa, sarà deriso e accusato di eresia proprio dai traditori di mio Figlio, i quali saranno essi stessi i più grandi eretici mai infiltratisi nella Chiesa di Dio, fin dal giorno del suo inizio.

Pregate, pregate, pregate che rimanga in piedi un forte esercito di preti di mio Figlio, che non cederà mai davanti alle pressioni che ancora li attendono.

La vostra Madre amata

Madre della Salvezza

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,11-15 Giovedì, 11 dicembre 2014

Vangelo del giorno

Giovedì della II settimana di Avvento

Santo(i) del giorno : S. Damaso I, Papa (38°) dal 366 al 384,  S. María Maravillas de Jesús, suora O.C.D. (1891-1974)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : Sant’Agostino
“La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni” (Mt 11,13)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,11-15.
In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.
E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire.
Chi ha orecchi intenda.

26 novembre 2014 – Le eresie abbonderanno e il Mio Nome sparirà

Gesù 2

Mia amatissima figlia, Io Sono un Mistero per il mondo, e solo coloro che sono vicini a Me conosceranno l’ampiezza dell’Amore che serbo nel Mio Cuore per l’umanità.

Se potessero vedere il Mio Volto, saprebbero quanto profondo sia il Mio Amore, la Mia preoccupazione, la Mia frustrazione, la Mia rabbia, la Mia compassione, il Mio dolore per tutti. È a causa del Mio Amore per tutti voi che Io provo queste cose, ed è a causa della Mia Divinità, e del segreto del Patto di Mio Padre, che all’uomo sono state date così tante informazioni circa l’Esistenza di Dio. La completa Verità del Mio Regno futuro sarà resa nota solo a coloro che vi entreranno. Fino ad allora, state certi che la Mia Grande Gloria si manifesterà in ciascuno di voi quando la morte non avrà più alcun potere su di voi.

Dovete fidarvi di questi Messaggi con tutto il cuore sapendo che contengono la Fonte della Vita. La Mia Presenza tra di voi, Miei cari discepoli, sta diventando più forte, e man mano che aumenterà maggiormente l’odio si scatenerà contro di Me, e contro tutti coloro che rispondono alla Mia Chiamata per la salvezza delle anime. I demoni di Satana di ogni ordine e grado, hanno invaso le anime di tante brave persone che Mi amano. Queste povere anime sono state ingannate a tal punto da arrivare a respingere il Mio Piano Definitivo, programmato per preparare il Mio Piccolo Resto. Esse, al contrario, vengono influenzate fino a diventare collaboratrici volontarie dell’esercito di Satana. In molti casi, questo satanico esercito non sembrerà opporsi apertamente a Me. No, Satana è troppo furbo per rivelare la sua presenza, e così costruisce attentamente ogni tattica utilizzata nella sua guerra contro questa Missione, ma voi sarete ugualmente in grado di riconoscerne le caratteristiche. Orgoglio, arroganza, sottili appelli rivolti per chiedere giustizia, che in realtà maschereranno espressioni eretiche e blasfeme, le quali verranno presentate all’umanità come se fossero delle dichiarazioni altruistiche e dei pubblici appelli per ottenere la concessione dei diritti umani. Non appena la Mia Chiesa inizierà a dividersi, i Miei seguaci più devoti identificheranno ciò con il mutare dei tempi: una nuova era, nella quale il mondo verrà unificato sempre di più, nonostante le differenze religiose, ed il fatto che rappresenti un nuovo inizio.

La nuova era della Chiesa comprenderà un’evangelizzazione mondiale, di una tale entità quale non si é mai vista nella Mia Chiesa dai giorni in cui i Miei Apostoli diedero inizio alla loro missione. Essa sarà accolta in primo luogo dal mondo laico. Una volta che il mondo laico avrà accettato questo piano, i capi della Mia Chiesa saranno costretti ad applaudire questa nuova era in cui la Chiesa ed il mondo secolare, diventeranno una cosa sola. Le eresie abbonderanno e il Mio Nome si estinguerà.

I Miei fedeli non si arrenderanno mai e per tale motivo, saranno concessi loro dei grandi favori, che giungeranno nei modi più diversi. Nemmeno la paura li fermerà, nel corso della battaglia condotta contro l’esercito di Satana. Le loro voci risuoneranno non appena lo Spirito Santo avrà conferito loro dei poteri, dei quali si stupiranno in molti. Essi sosterranno la Verità a qualunque prezzo e la Gerarchia Celeste, formata da tutti gli angeli ed i santi, marcerà con loro. Contro di essi verrà lanciato ogni tipo di insulto, gli verrà posto davanti ogni tipo di ostacolo mentre gli sputeranno addosso ogni genere di maledizione. Niente però li fermerà ed Io, Gesù Cristo, riempirò i loro cuori di coraggio, determinazione e volontà di resistere contro tutti coloro che Mi tradiranno e che li perseguiteranno per il fatto di aver detto la Verità.

Non dovete mai avere paura di ripetere di frequente la Santa Parola di Dio affinché milioni di persone non accettino le menzogne che presto sostituiranno la Mia Santa Dottrina.

Io susciterò da ogni angolo del mondo, molti uomini e donne coraggiosi, che annunceranno la Vera Parola di Dio, così come è scritta nella Sacra Bibbia. Mentre essi consolideranno la Verità, verranno sfidati da parte dei bugiardi, i quali utilizzeranno delle logiche contorte allo scopo di contraddirli. I Miei nemici, armati di argomenti teologici usciranno allo scoperto in gran numero, mettendo a repentaglio la Parola di Dio, nel periodo di tempo che conduce alla Mia Seconda Venuta. Essi saranno fronteggiati da molti dei Miei servitori consacrati fuorviati, i quali sono stati ingannati dal Mio Avversario.

La voce dei Miei nemici griderà fino a quando non diverranno rauchi, a forza di gridare delle oscenità, con un tale odio che si sprigiona da tutti i pori del loro corpo, contro coloro che conducono il Mio Esercito Rimanente. Essi non smetteranno mai di perseguitare i Cristiani, fino al Giorno in cui Io verrò per giudicare. Tutto, allora, sarà silenzioso: essi non emetteranno più alcun suono poiché solo allora si renderanno conto della terribile verità e del fatto che Mi hanno tradito.

Il vostro Gesù